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Dal Giappone arte e tecnologia. Le eco-minicar Takeoka fatte a mano

Giappone: le eco-minicars fatte a mano
Giappone: le eco-minicars fatte a mano

L’ idea questa volta è tutta giapponese, firmata Takeoka. Sviluppato negli anni ’90, il progetto mira a contenere le emissioni di cO2 nell’ambiente utilizzando auto elettriche come principale mezzo di spostamento in città.
Con una piccola azienda di soli 10 operai che come artigiani confezionano un numero limitato di auto, 6 (da due a quattro posti), tutto questo sembra possibile. Si tratta di modificare la concezione; non più solo auto per persone con difficoltà motorie e anziani, ma auto per tutti. Auto per l’ambiente. L’ultimo modello della casa Takeoka, “Ambiente T-10″, costa circa 6.500 euro e può percorrere 70 km a una velocità massima di 60 km/h, quanto basta per svolgere tutte le commissioni giornaliere. Al termine dell’utilizzo, la batteria si ricarica con una normale presa di corrente.

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Tutti pazzi per le minicar. Un fenomeno non solo italiano e francese

Minicar: è boom in Italia
Minicar: è boom in Italia

L’Italia è pazza per le minicar. Sono 80.000 i veicoli messi in circolazione ogni anno (per un fatturato di circa 80 milioni escluso l’indotto) e 8.000 sono ogni anno quelli immessi sul mercato. Un settore certamente in espansione. I motivi sono molteplici: pensiamo ad esempio alle emissioni di cO2, causa principale del temutissimo effetto serra. Nei quadricicli elettrici, i livelli di cO2 liberati nell’ambiente sono ben al di sotto di quelli sprigionati dalle comuni auto in circolazione e rispettano ampiamente i limiti imposti dalla legislazione europea.
Altro punto di forza della auto elettriche sta sicuramente nelle dimensioni ridotte (ben il 60% in meno delle normali autovetture), minor ingombro, minor congestionamento stradale, minori tempi di percorrenza. Con la minicar si va ovunque e in tempi brevi, senza inquinare l’ambiente. Certo, costa più di una citycar, ma da la possibilità a persone anziane o con problemi di handicap di rendersi indipendenti in tutta sicurezza. Per questo motivo le case produttrici hanno chiesto che vengano estesi anche a questa categoria di auto i benefici fiscali finora riservati ai guidatori disabili di auto comuni.

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Cina. Shandong diventa l’incubatore di auto elettriche

Cina. Shandong diventa l'incubatore di auto elettriche
Cina. Shandong diventa l'incubatore di auto elettriche

Le minicars elettriche, dette anche low speed, approdano nella provincia cinese di Shandong. Proprio qui è stata approvata la sperimentazione di questi nuovi gioielli tecnologici che consentiranno al mercato cinese di espandersi verso nuovi orizzonti ecosostenibili.
I maggiori fruitori delle auto elettriche sembrano essere persone anziane e disabili che, nonostante i problemi, vogliono mantenere la loro indipendenza. In più le nuove minicars hanno bassi consumi, non inquinano e possono essere guidate da chiunque, anche senza patente.
I dati attestano una situazione di crescita se si pensa che nella sola provincia dello Shandong, nell’anno 2012, i veicoli elettrici prodotti sono stati più di 128.000 per un aumento pari al 68.8%. Inoltre, sempre nell’anno 2012, venti case automobilistiche della provincia cinese hanno prodotto circa 1000 autobus elettrici di cui 980 sono stati venduti.
Per lanciare nel mercato il settore, la provincia di Shandong spera in contributo finanziario da parte degli enti governativi; questo aiuto gioverebbe anche alle numerose aziende automobilistiche come la Shi Feng Electric Cars, che delle auto elettriche ha fatto il proprio cavallo di battaglia.

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