Minicar. Confindustria ANCMA attiva per migliorare la sicurezza quadricicli

Migliorare la sicurezza quadricicli
Migliorare la sicurezza quadricicli

Un recente incidente a Roma tra una minicar ed un automobile ha avuto un nuovo e preoccupante impatto mediatico. Quest’ultimo episodio ha nuovamente acceso i riflettori sulle minicar scatenando una nuova guerra di religione nella quale sentono il dovere di combattere non solo “addetti ai lavori” ma anche e molto spesso operatori della comunicazione, giornalisti, presunti esperti (anche se non si sa di cosa) che hanno come unico obiettivo non la chiarezza di informazione o la sicurezza stradale ma il confezionamento di articoli e titoli che catturino l’attenzione, totalmente incuranti della verità.

Lo stesso episodio ha fatto poi tornare di attualità doverose indagini che due PM romani stanno conducendo circa le circostanze di altrettanti incidenti, purtroppo mortali, accaduti alcuni mesi orsono sempre a Roma. Dalle citate indagini e dagli studi effettuati sulle circostanze dell’incidente sono state artatamente fatte emergere indiscrezioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza di quei veicoli o comunque con quella della categoria dei quadricicli; l’attenta lettura delle agenzie che ne parlano dimostrano in modo inequivocabile che tutti i veicoli della nostra categoria sono sicuri e rispettano le norme di omologazione prescritte e che ogni parallelo con il “mondo dell’auto” non è solo sbagliato ma anche e deliberatamente fuorviante.

Il GRUPPO QUADRICICLI di CONFINDUSTRIA ANCMA, del quale fanno parte le aziende che direttamente o indirettamente rappresentano i marchi in calce rappresentati, hanno continuato la loro azione di pubbliche relazioni sia con gli organi di stampa che con gli organismi legislativi e politici al fine di fare chiarezza e interrompere la dannosa attività di scorretta informazione (altro…)

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Ecco quello che fa male alle minicar. Il Corsera smaschera un’officina dove si truccano illegalmente i veicoli

Ecco quello che fa male alle minicar
Ecco quello che fa male alle minicar

Si continua a parlare di sicurezza e minicar, attaccando i costruttori che – secondo giornalisti poco informati – sarebbero colpevoli di costruire mezzi pericolosi. Abbiamo più volte illustrato un diverso punto di vista, spiegando che le fabbriche non si limitano ad attenersi a quanto imposto dalla legge italiana ed europea, ma quasi sempre dotano le minicar di dispositivi di sicurezza non previsti dalla normativa.
Oggi il “Corriere della Sera” ha pubblicato sul suo sito web un video che conferma ancora una volta come il problema della sicurezza non sia legato ai costruttori, ma a tutta una serie di cattive abitudini ed azioni illegali che danneggiano gravemente il mondo dei quadricicli leggeri.

Con una telecamera nascosta i giornalisti del Corsera hanno incastrato i responsabili di un’officina romana che trucca le minicar senza curarsi delle conseguenze, in barba alla legge e al buon senso. E’ inutile ribadire come queste azioni illegali e stupide rendendo inefficaci tutti i dispositivi di sicurezza di cui sono dotate le minicar di ultima generazione, trasformando veicoli sicuri e divertenti in oggetti pericolosi.

In questo video davvero sconcertante un venditore propone ad un finto cliente la possibilità di elaborare il veicolo, spiegando nei dettagli l’intervento, soffermandosi inoltre sul fatto che non ci sono controlli e che quindi chiunque può infischiarsene della legge. Non pago, il protagonista di questo video illustra con tanto di dettagli come si possono schivare le sanzioni delle forze dell’ordine.

Vogliamo ribadire ancora una volta che queste officine dove si compiono interventi illegali non solo danneggiano il mercato delle minicar, ma mettono in grave pericolo la vita di chi acquista un mezzo di locomozione (la stessa cosa vale per scooter, moto e motorini). Chissà se dopo la pubblicazione di questo video il Comune di Roma si deciderà a firmare il protocollo – pronto già da 5 mesi – con cui i costruttori di minicar, insieme alle officine “oneste”, a Confindustria Ancma, a Confartigianato e ad AdConsum, si impegnano a marchiare con un “bollino blu” le minicar sicure e le officine dove si rispetta la legge.

Di seguito il link all’articolo con il video: VIDEO MINICAR TRUCCATE DAL CONCESSIONARIO

Fonte: Corriere Della Sera | PiacenzaNight.com

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Alcuni giornali dichiarano guerra alle Minicar. Ma cosa c’è dietro? Ecco tutta la verità

Alcuni giornali dichiarano guerra alle Minicar. Ma cosa c'è dietro?
Alcuni giornali dichiarano guerra alle Minicar. Ma cosa c'è dietro?

A chi giova la criminalizzazione delle microcar? Sono davvero così pericolose? Cosa dicono in realtà le statistiche? Quanto sono superficiali gli articoli scritti dalla maggior parte dei giornali? Qualcuno le ha provate prima di scrivere titoloni sensazionalistici? Noi lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

Criminalizzare i costruttori di quadricicli leggeri sembra essere diventato lo sport nazionale. Titoloni sensazionalistici, articoli superficiali pieni di imprecisioni, fantomatiche perizie che nessuno ha mai visto ma di cui tutti parlano… A chi giova tutto ciò? Dopo l’incidente avvenuto a Roma nei giorni scorsi, in cui una ragazzina di 16 anni è rimasta ferita a bordo di una minicar, l’esercito dei “giornalisti contro” ha ripreso a cannoneggiare i costruttori. Ci domandiamo se qualcuno dei giornalisti che ha scritto i pezzi più sensazionalistici (o fatto “copia e incolla”, come nel 90% dei casi) abbia mai guidato un quadriciclo leggero, o abbia aperto il cofano per esaminare il motore, o abbia testato l’impianto frenante, o ancora abbia provato a visitare uno stabilimento. Noi lo abbiamo fatto e possiamo serenamente offrire il nostro punto di vista.

SICUREZZA
Le minicar sono quadricicli leggeri, veicoli a 4 ruote che per andare in strada devono rispettare la legge italiana e quella europea. I costruttori non solo rispettano entrambe le normative, ma progettano le minicar aggiungendo una serie di dispositivi per la sicurezza del guidatore, assolutamente non obbligatori. Le cinture c’erano prima che fosse obbligatorio; i crash test vengono effettuati senza che sia obbligatorio (e senza che esista una procedura standard europea per il settore, e quindi facendo riferimento ai test per le automobili che sono ovviamente sproporzionati); quasi tutti i costruttori stanno completando i test sull’ABS e stanno introducendo gli airbag. Parliamo di dispositivi non obbligatori e non presenti su molte automobili. Le minicar, poi, appartengono alla stessa categoria dei ciclomotori ed è evidente quanta sicurezza in più possano offrire rispetto alle 2 ruote. Sarebbe utile vedere i risultati dello stesso crash test effettuato mettendo a confronto un quadriciclo leggero, uno scooter, una moto e un motorino.

STATISTICHE
In proporzione al numero di mezzi circolanti, l’ISTAT ha rivelato che moto e biciclette hanno un tasso di mortalità superiore alle minicar. Quindi sono più pericolosi. Tuttavia se ad ogni incidente in modo, scooter o ciclomotore i giornali dedicassero lo stesso spazio e lo stesso livore che usano nei confronti delle minicar, dovrebbero raddoppiare il numero delle pagine.
I dati diffusi dall’ISTAT evidenziano che il tasso di mortalità per le minicar è del 2,3%, inferiore a quello di moto (2,7%) e biciclette (2,5%).

TECNOLOGIA
I costruttori di minicar, in Europa, hanno fatto passi da gigante negli ultimi 5 anni. I modelli più recenti di micro vetture, sia che siano assemblate in catena di montaggio, sia che siano costruite in modo artigianale (come avviene per molte supercar), sono frutto di anni di ricerca.
Nonostante siano quadricili leggeri, le minicar sono dotate di molti dispositivi tecnologici presenti sulle automobili. Le minicar di ultima generazione sono dotate di telaio motore a deformazione progressiva, airbag, cinture di sicurezza con limitatore di tensione, 4 freni a disco, climatizzatore, navigatore satellitare, bluetooth, impianti audio, ecc.

CATEGORIA
Dicevamo, e non ci stanchiamo di ripeterlo, che le microcar sono quadricicli leggeri. Appartengono alla stessa famiglia di scooter, motorini e della mitica Ape Piaggio. I confronti vanno fatti all’interno di categorie omogenee, altrimenti si scrivono falsità. La minicar è meno robusta di un Hummer, questo è indubbio, come un Hummer è meno robusto di un Panzer Tiger. Allo stesso modo potremmo criticare le minicar perché non volano veloci come un elicottero.
Rimanendo all’interno della stessa famiglia è evidente come una minicar sia più sicura di un veicolo a 2 ruote. L’abitacolo protegge il passeggero molto meglio di un casco (tanto più che in giro ci sono migliaia di caschi non omologati, di provenienza asiatica, venduti nei centri commerciali a prezzi ridicoli o magari etichettandoli come caschi per la bicicletta). Il sistema frenante, su 4 ruote, con pneumatici di prima scelta, garantisce performance certamente migliori.

EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA STRADALE
La quasi totalità degli incidenti più gravi verificatisi a Roma è da imputarsi ad una cattiva educazione alla sicurezza stradale. I ragazzi, specialmente i più giovani, dovrebbero prepararsi meglio prima di guidare una minicar, e i costruttori non solo sono d’accordo, ma hanno offerto la loro piena disponibilità per organizzare corsi di guida sicura.
Il problema principale, però, riguarda la scarsità di controlli sulle strade. Molti minorenni sia sulle minicar che su motorini e scooter, trasportano passeggeri pur essendo vietato, guidano ubriachi o sotto effetto di droghe, ed è ancora radicata la pessima abitudine di truccare il proprio mezzo per aumentarne le prestazioni in violazione della legge.

MINICAR SICURE: IL BOLLINO BLU
I costruttori di minicar hanno cercato di coinvolgere il Comune di Roma proponendo la firma di un protocollo che preveda corsi di guida sicura organizzati da Confindustria Ancma e la creazione di un Bollino Blu che certifichi le officine che rispettano la legge e non truccano i veicoli. A questa iniziativa hanno aderito, oltre a Confindustria e a tutti i costruttori, i concessionari delle reti vendita ufficiali, Confartigianato e AdConsum (a tutela dei consumatori). Manca solo la firma del Comune di Roma, che ha la pratica in esame da almeno 5 mesi e non si capisce cosa stia aspettando.

All’inizio di questo articolo ci domandavamo: a chi giova tutto questo clamore intorno alle minicar? A chi danno fastidio le minicar? Perché i politici spendono tante parole e poi non fanno nulla (vedi la lentezza del Comune di Roma nel siglare il protocollo sulla sicurezza delle minicar)? Non lo sappiamo. Possiamo solo immaginare che, qualora le minicar sparissero dalla scena, nelle città in cui sono ampiamente diffuse verrebbero sostituite dalle più piccole tra city car…

In ogni caso è evidente come questa guerra stia danneggiando i costruttori europei e italiani di quadricicli, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro.

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Bollino blu “Minicar Sicure”. Si attende solo la firma del Comune di Roma

Il Bollino Blu che certifica le Minicar SIcure
Il Bollino Blu che certifica le Minicar SIcure

Un protocollo di sicurezza che coinvolge Confindustria, Confartigianato, AdConsum e tutta la rete vendita ufficiale è sul tavolo del Comune di Roma da 5 mesi. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Nella capitale, infatti, le micro vetture sono diventate un oggetto di culto tra i giovanissimi che possono circolare nel traffico caotico della metropoli più agevolmente, protetti da un abitacolo.
Si sa che i giovani, sia che si parli di scooter e ciclomotori, sia che si parli di microcar, spesso sono poco preparati sulle norme del codice della strada, e molti cercano di truccare il proprio mezzo per aumentarne le prestazioni, in barba alla legge.
Confindustria ANCMA, che raggruppa i principali costruttori europei di minicar e componenti (come Aixam, Casalini, Chatenet, Ligier, Microcar e Lombardini), ha proposto al Comune di Roma, con la collaborazione della rete vendita ufficiale, delle migliori officine, di Confartigianato e dell’associazione consumatori AdConsum, un protocollo per garantire la sicurezza del parco circolante. Contrastando la pratica di truccare i veicoli, effettuando controlli periodici, coinvolgendo i giovani in corsi di guida sicura e favorendo la diffusione di una corretta educazione alla sicurezza stradale, i costruttori sperano di poter contribuire a superare questo problema squisitamente romano.
Si attende solo la firma del comune di Roma che, da 5 mesi, continua a rimandare.

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Da marzo, prova pratica obbligatoria. Ora risolviamo il problema del peso

Da marzo, prova pratica obbligatoria
Da marzo, prova pratica obbligatoria

Per migliorare ulteriormente le cose si attende una riflessione, a livello europeo, sulla normativa che vieta ai costruttori di progettare minicar più pesanti di 350 kg. E’ questo divieto, infatti, che costringe i progettisti a studiare materiali leggeri.

Torniamo a parlare di microcar e sicurezza, dopo l’incidente a Roma nei giorni scorsi, ascoltando l’opinione di alcuni protagonisti. “Le infrazioni al codice della strada – ha spiegato Stefano Casalini, presidente di Confindustria ANCMA – sono le vere cause e le regole vengono violate, purtroppo, su qualsiasi mezzo. Resta bizzarro e pone degli interrogativi il fatto che negli ultimi mesi a far scalpore siano solo gli incidenti che vedono coinvolte le minicar di contro alle migliaia di altri scontri avvenuti con altri mezzi e che hanno causato morti e feriti.”
Il problema, secondo molti esperti, è quasi esclusivamente romano. L’indice di incidentalità nella Capitale è del 14.5%, quasi il doppio dell’8% nazionale.
Per fronteggiare il problema i costruttori hanno proposto al Comune un’iniziativa per la sicurezza: un bollino blu che certifichi in quali officine vengono seguite le regole (e non vengono truccati i motori), corsi di guida sicura per i più giovani, incontri e seminari. Ma il protocollo attende da 5 mesi la firma del Comune di Roma, che cincischia. “Confindustria Ancma ha preparato gia’ da 5 mesi un protocollo di sicurezza per le minicar ma, purtroppo, il Comune della Citta’ ha sempre rinviato la firma e la sua attuazione”.
Intanto da marzo sarà obbligatoria la prova pratica per i giovani che si metteranno alla guida di minicar.
Per migliorare ulteriormente le cose si attende una riflessione, a livello europeo, sulla normativa che vieta ai costruttori di progettare minicar più pesanti di 350 kg. E’ questo divieto, infatti, che costringe i progettisti a studiare materiali leggeri.

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Minicar e sicurezza a Roma. Da 5 mesi è pronto il Bollino Blu per la sicurezza, ma il Comune tarda a firmare

Il Bollino Blu per la sicurezza delle Minicar a Roma
Il Bollino Blu per la sicurezza delle Minicar a Roma

Parte della stampa si scaglia contro i costruttori di quadricicli leggeri, incolpevoli. Intanto a Roma sono scarsissimi i controlli sulle strade e da 5 mesi è pronto ”il Bollino Blu” sulla sicurezza proposto da Confindustria e condiviso dalle associazioni di categoria, che il Comune di Roma non si decide a firmare. Perché?

Non se ne può più di leggere che le minicar non sono sicure. E’ una baggianata. Sono molto più sicure di moto e scooter, soprattutto se si pensa che scooter cinesi e caschi con finti bolline CE vengono venduti in molti centri commerciali, come documentato anche da Striscia la Notizia.
Il problema è quasi esclusivamente romano. Nella capitale, infatti, le minicar si sono diffuse tra i giovani i quali – spesso – non conoscono a fondo il codice della strada. In un servizio de “Le Iene” abbiamo avuto modo di constatare come i giovani conoscano poco la segnaletica e le regole della circolazione.
Solo quelli a bordo di minicar? Ovviamente no, il problema è diffusissimo e se si considera quanti ciclomotori, moto, scooter e bici sfrecciano per le strade della capitale si fa presto a fare 2+2.
In questo scenario l’atteggiamento del Comune di Roma risulta incomprensibile. Da 5 mesi, infatti, Confindustria ANCMA (l’associazione che raggruppa i costruttori di minicar), coinvolgendo i concessionari e le officine autorizzate, ha ideato un “Bollino Blu” per contrassegnare gli operatori che operano nel rispetto delle norme, garantendo la sicurezza del parco circolante. Il Comune di Roma, uno dei soggetti che hanno ispirato l’accordo, continua a rimandare la firma.

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Minicar. Confindustria ANCMA parla di sicurezza

Minicar. Confindustria ANCMA parla di sicurezza
Minicar. Confindustria ANCMA parla di sicurezza

Il fenomeno Minicar è in continuo aumento in Italia, per questo motivo è necessario sviluppare sistemi adatti e sicuri per garantire affidabilità e sicurezza a chi acquista e utilizza questi veicoli, da confindustria Ancma (Associazione Nazionale Cicli Motocicli Accessori) dati e precisazioni sull’argomento.

Ancma metti in evidenza come in Italia l’incidenza dell’incidentalita’ riferibile ai quadricicli rispetto al totale nazionale sia trascurabile. Difatti, secondo i dati 2008, gli incidenti registrati sono stati 385, per un incidenza sul totale nazionale dello 0,1% (18 morti e 610 feriti).

Confindustria ANCMA sottolinea:”E’ inoltre concettualmente scorretto e fuorviante paragonare la sicurezza delle minicar, che sono ciclomotori a quattro ruote, con quella delle autovetture. I quadricicli sono veicoli che sottostanno a normative comunitarie in materia di sicurezza ed omologazione”.

Il livello tecnologico mirato alla sicurezza dei veicoli prodotti – prosegue Ancma – migliora ogni anno: oltre alle cinture di sicurezza, da sempre presenti su tutti i veicoli, nella scorsa primavera e’ stato presentato un modello di minicar dotata di air-bag e si stanno sviluppando le prime applicazioni di frenatura avanzata (ABS).

Sono stati anche sviluppati e commercializzati propulsori gestiti elettronicamente che rendono sempre piu’ difficile le modifiche illegali del motore. A cio’ si aggiungano le recenti modifiche al Codice della Strada, che hanno aumentato sensibilmente le sanzioni per chi produce, vende o direttamente effettua alterazioni illegali dei veicoli.

Il lavoro dei produttori, non si ferma, continua costantemente per garantire ai clienti un livello sempre più alto di qualità e sicurezza.

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Nuovi mercati. Minicar e due ruote alla conquista di Brasile e Cina

Minicar e due ruote alla conquista di Brasile e Cina
Minicar e due ruote alla conquista di Brasile e Cina

Per il settore delle minicar e delle due ruote il 2010 è stato un anno molto difficile. Oltre alla flessione del mercato dei “cinquantini”, i quadricicli leggeri hanno sofferto anche a causa della campagna di “disinformazione” che parte della stampa nazionale ha contribuito a creare. Nonostante questi dati, Confindustria Ancma guarda con fiducia al futuro cercando nuovi mercati e possibili sbocchi esteri in paesi in forte crescita, come la Cina e il Brasile, visti come potenziali acquirenti capaci di fornire nuovo vigore al settore dei cicli, motocicli e accessori.

È quanto emerso durante l’assemblea annuale di Confindustria ANCMA, l’associazione nazionale ciclo motociclo accessori guidata (altro…)

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Confindustria. Il Gruppo Quadricicli ANCMA contro la cattiva informazione sulle minicar

Confindustria. Il Gruppo Quadricicli ANCMA
Confindustria. Il Gruppo Quadricicli ANCMA

Il Gruppo Quadricicli ANCMA, in seno a Confindustria, in questi ultimi mesi si è attivato per tutelare il settore delle minicar, danneggiato da una campagna di “cattiva informazione” che ha coinvolto testate nazionali, programmi televisivi e il mondo della comunicazione online. ANCMA sta monitorando tutti i contenuti, compresi quelli pubblicati su blog e forum, selezionando le informazioni chiaramente denigratorie e quelle illegali, che oltre a costituire un pericolo per gli utenti delle minicar, contribuiscono a dare una cattiva informazione sui prodotti. (altro…)

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