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La prima minicar ibrida è la britannica Electrolette prodotta nel 1941

Electrolette
Electrolette

L’Electrolette, nata negli stabilimenti inglesi della British Electromobil nel 1941, è stata senza dubbio l’antesignana di tutte le vetture ibride mai prodotte. Era munita di due motori, uno a scoppio di origine motociclistica, un due tempi, quattro marce avanti, Villiers 175 cc e un motorino elettrico. A differenza delle odierne ibride però, i motori non lavoravano insieme; il motore a scoppio aveva solo le marce avanti mentre quello elettrico si occupava della retromarcia ed aveva solo una marcia in avanti con un’autonomia di 50 km e per una velocità massima di 35 km/h. Fa parte della categoria “Bubblecar”, le micro-automobili progettate e prodotte negli anni a cavallo tra la seconda guerra mondiale e gli anni ’50. Il piccolo elettrico serviva per ridurre i consumi di benzina in un periodo in cui la guerra faceva scarseggiare gli approvvigionamenti.

A ricordare le tendenze moderne, portate alla ribalta anche a Ginevra, ci sono anche le ridotte dimensioni (260 cm) e la riduzione del peso, con una carrozzeria in alluminio di soli 115 kg. I freni non sono a disco perchè per il ridotto peso e la bassa velocità raggiunta dalla Electrolette erano sufficienti quattro freni meccanici sulle ruote.

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Volugrafo Bimbo. Il capolavoro dell’ing. Belmondo datata 1945

Volugrafo Bimbo 46
Volugrafo Bimbo 46

Sebbene sia stata immatricolata come automobile, questa piccola vettura ricorda tanto le macchinine delle giostre. Progettata dall’ingegner Belmondo nel 1945, poteva trasportare solo due persone a patto che fossero di piccola taglia. Le dimensioni della Bimbo erano estremamente contenute: passo di soli 1,5m, carreggiata anteriore di 830 mm, una lunghezza di due metri per un peso di soli 125 kg. Bassa e senza portiere, con carrozzeria d’alluminio di linea tondeggiante e carenata, questa vettura si avviava tirando una leva a mano. Aveva un cambio a tre marce e freni su tutte e 4 le ruote. Con una velocità di ben 60 km/h grazie ai suoi 5 CV di potenza, la Bimbo poteva percorrere fino a 100 km con 2,5 litri.
Di questa macchinina, venduta per 300.000 lire, furono costruiti solo pochissimi esemplari, fino al 1948, che di lì a poco scomparvero.

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