Corrado Capelli: “per risanare il settore intervenire su assicurazioni e infrastrutture”

Confindustria ANCMA
Confindustria ANCMA

“Senza un’inversione di tendenza della situazione economica generale è difficile fare previsioni sul mercato delle 2 ruote, per i prossimi mesi”, ha dichiarato Corrado Capelli, presidente di Confindustria ANCMA, commentando i risultati del settore nel 2011. “Certo è che se si favorissero le condizioni di credito al consumo e si riducessero le tariffe assicurative, l’intero settore ne gioverebbe”. Le cifre relative al mercato delle 2 ruote si possono estendere anche al mondo dei quadricicli leggeri. Il 2011, infatti, è stato un anno molto impegnativo nel quale i grandi brand hanno fatto i conti con una forte flessione del mercato. “Basterebbe convincere il 30% di chi si rivolge al mercato dell’usato a passare al nuovo per tornare ai numeri pre-crisi”, ha affermato Claudio De Viti, direttore del settore moto di Confindustria ANCMA. Nel 2011 sono stati 255.058 i veicoli immatricolati con cilindrata superiore ai 50cc. Di questi gli scooter sono 172.030, pari al -18,8%; le moto invece 82.963, per un -11,4%. Sono diminuite anche le immatricolazioni di “cinquantini”, 71.227 mezzi, dunque -17,1%. Complessivamente il mercato si è fermato a 326.220 veicoli e rispetto all’anno precedente il settore ha perso oltre 66.000 clienti.

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La crisi si fa sentire nel mondo delle 2 ruote e dei quadricicli

Migliorare la sicurezza quadricicli
Migliorare la sicurezza quadricicli

Dati contrastanti per le immatricolazioni di gennaio (veicoli maggiori di 50 cc) con gli scooter che confermano i volumi del 2011, con 8.006 pezzi venduti, pari al -0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; mentre le moto con 4.166 unità mostrano un consistente calo del -22,9%. Complessivamente l’immatricolato con 12.172 veicoli segna un -9,3%. Questo periodo vale in media sul totale anno circa il 5%.
Per i “cinquantini” non si modifica il trend in calo con 3.021 consegne pari al -15,2%.
“Non possiamo dichiararci soddisfatti di un mercato che mostra ancora una flessione, tuttavia alcuni segnali positivi emergono dai dati relativi agli scooter. Grazie ad alcuni nuovi modelli, particolarmente attesi dai clienti, si nota una tenuta delle vendite e un rinnovato interesse per la categoria. Purtroppo sono in sofferenza le moto che si erano difese meglio l’anno scorso. Particolarmente significativo l’incremento degli scooter a Milano e provincia, da 545 a 738 vendite +35,4%, dato da correlare alla congestion charge introdotta nell’area C del centro storico. In merito all’andamento del totale Italia, almeno non leggiamo solo cali a due cifre come l’anno scorso.” – afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (altro…)

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Minicar. Confindustria ANCMA, cinque impegni per la sicurezza

Confindustria ANCMA, cinque impegni per la sicurezza
Confindustria ANCMA, cinque impegni per la sicurezza

Confindustria ANCMA, (Associazione Nazionale Cicli Motocicli Accessori) elenca i cinque punti per iniziare una vero e proprio innalzamento del livello di sicurezza. Il presidente Stefano Casalini spiega: “E’ giunto il momento di voltare pagina, dopo mesi di inconcludenti polemiche, è necessario abbassare i toni e lavorare concretamente”. Tutti i costruttori sono quindi favorevoli all’inalzamento del peso e alla lotta contro l’elaborazione e le modifiche su minicar. Ma vediamo i cinque punti fermi per affrontare la situazione:

1. No all’alterazione illegale dei veicoli
ANCMA si accinge a sottoscrivere con il Comune di Roma un accordo volto a disciplinare le autofficine che riparano i veicoli: l’auspicio è che altri Comuni seguano l’esempio dell’amministrazione capitolina;

2. Sì all’innalzamento del peso
ANCMA sostiene con forza l’ipotesi di innalzamento a 400 kg della massa dei quadricicli, in discussione alla Commissione Europea, che consentirebbe di accrescere la sicurezza passiva dei veicoli;

3. Sì al confronto con le Istituzioni
Ormai da tempo i costruttori chiedono che si istituisca un tavolo di confronto sui quadricicli aperto ai rappresentanti dei Ministeri competenti, delle forze dell’ordine e del mondo politico;

4. Sì alla formazione dei giovani
Le statistiche dicono che l’80% degli incidenti è causato dallo scorretto comportamento di chi è alla guida: per questo occorre lavorare soprattutto sulla formazione continua degli utilizzatori più giovani;

5. Sì al rinnovo del parco circolante

I quadricicli sono una delle poche categorie rimaste escluse dalle campagne di incentivazione all’acquisto: è assolutamente necessario sostituire mezzi obsoleti con veicoli dotati dei più recenti standard di sicurezza.

Questi i cinque punti chiave, non mancano quindi i buoni propositi e l’impegno da parte dai costruttori, tutto questo speriamo venga attuato nel minor tempo possibile.

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Minicar. Confindustria ANCMA attiva per migliorare la sicurezza quadricicli

Migliorare la sicurezza quadricicli
Migliorare la sicurezza quadricicli

Un recente incidente a Roma tra una minicar ed un automobile ha avuto un nuovo e preoccupante impatto mediatico. Quest’ultimo episodio ha nuovamente acceso i riflettori sulle minicar scatenando una nuova guerra di religione nella quale sentono il dovere di combattere non solo “addetti ai lavori” ma anche e molto spesso operatori della comunicazione, giornalisti, presunti esperti (anche se non si sa di cosa) che hanno come unico obiettivo non la chiarezza di informazione o la sicurezza stradale ma il confezionamento di articoli e titoli che catturino l’attenzione, totalmente incuranti della verità.

Lo stesso episodio ha fatto poi tornare di attualità doverose indagini che due PM romani stanno conducendo circa le circostanze di altrettanti incidenti, purtroppo mortali, accaduti alcuni mesi orsono sempre a Roma. Dalle citate indagini e dagli studi effettuati sulle circostanze dell’incidente sono state artatamente fatte emergere indiscrezioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza di quei veicoli o comunque con quella della categoria dei quadricicli; l’attenta lettura delle agenzie che ne parlano dimostrano in modo inequivocabile che tutti i veicoli della nostra categoria sono sicuri e rispettano le norme di omologazione prescritte e che ogni parallelo con il “mondo dell’auto” non è solo sbagliato ma anche e deliberatamente fuorviante.

Il GRUPPO QUADRICICLI di CONFINDUSTRIA ANCMA, del quale fanno parte le aziende che direttamente o indirettamente rappresentano i marchi in calce rappresentati, hanno continuato la loro azione di pubbliche relazioni sia con gli organi di stampa che con gli organismi legislativi e politici al fine di fare chiarezza e interrompere la dannosa attività di scorretta informazione (altro…)

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Alcuni giornali dichiarano guerra alle Minicar. Ma cosa c’è dietro? Ecco tutta la verità

Alcuni giornali dichiarano guerra alle Minicar. Ma cosa c'è dietro?
Alcuni giornali dichiarano guerra alle Minicar. Ma cosa c'è dietro?

A chi giova la criminalizzazione delle microcar? Sono davvero così pericolose? Cosa dicono in realtà le statistiche? Quanto sono superficiali gli articoli scritti dalla maggior parte dei giornali? Qualcuno le ha provate prima di scrivere titoloni sensazionalistici? Noi lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

Criminalizzare i costruttori di quadricicli leggeri sembra essere diventato lo sport nazionale. Titoloni sensazionalistici, articoli superficiali pieni di imprecisioni, fantomatiche perizie che nessuno ha mai visto ma di cui tutti parlano… A chi giova tutto ciò? Dopo l’incidente avvenuto a Roma nei giorni scorsi, in cui una ragazzina di 16 anni è rimasta ferita a bordo di una minicar, l’esercito dei “giornalisti contro” ha ripreso a cannoneggiare i costruttori. Ci domandiamo se qualcuno dei giornalisti che ha scritto i pezzi più sensazionalistici (o fatto “copia e incolla”, come nel 90% dei casi) abbia mai guidato un quadriciclo leggero, o abbia aperto il cofano per esaminare il motore, o abbia testato l’impianto frenante, o ancora abbia provato a visitare uno stabilimento. Noi lo abbiamo fatto e possiamo serenamente offrire il nostro punto di vista.

SICUREZZA
Le minicar sono quadricicli leggeri, veicoli a 4 ruote che per andare in strada devono rispettare la legge italiana e quella europea. I costruttori non solo rispettano entrambe le normative, ma progettano le minicar aggiungendo una serie di dispositivi per la sicurezza del guidatore, assolutamente non obbligatori. Le cinture c’erano prima che fosse obbligatorio; i crash test vengono effettuati senza che sia obbligatorio (e senza che esista una procedura standard europea per il settore, e quindi facendo riferimento ai test per le automobili che sono ovviamente sproporzionati); quasi tutti i costruttori stanno completando i test sull’ABS e stanno introducendo gli airbag. Parliamo di dispositivi non obbligatori e non presenti su molte automobili. Le minicar, poi, appartengono alla stessa categoria dei ciclomotori ed è evidente quanta sicurezza in più possano offrire rispetto alle 2 ruote. Sarebbe utile vedere i risultati dello stesso crash test effettuato mettendo a confronto un quadriciclo leggero, uno scooter, una moto e un motorino.

STATISTICHE
In proporzione al numero di mezzi circolanti, l’ISTAT ha rivelato che moto e biciclette hanno un tasso di mortalità superiore alle minicar. Quindi sono più pericolosi. Tuttavia se ad ogni incidente in modo, scooter o ciclomotore i giornali dedicassero lo stesso spazio e lo stesso livore che usano nei confronti delle minicar, dovrebbero raddoppiare il numero delle pagine.
I dati diffusi dall’ISTAT evidenziano che il tasso di mortalità per le minicar è del 2,3%, inferiore a quello di moto (2,7%) e biciclette (2,5%).

TECNOLOGIA
I costruttori di minicar, in Europa, hanno fatto passi da gigante negli ultimi 5 anni. I modelli più recenti di micro vetture, sia che siano assemblate in catena di montaggio, sia che siano costruite in modo artigianale (come avviene per molte supercar), sono frutto di anni di ricerca.
Nonostante siano quadricili leggeri, le minicar sono dotate di molti dispositivi tecnologici presenti sulle automobili. Le minicar di ultima generazione sono dotate di telaio motore a deformazione progressiva, airbag, cinture di sicurezza con limitatore di tensione, 4 freni a disco, climatizzatore, navigatore satellitare, bluetooth, impianti audio, ecc.

CATEGORIA
Dicevamo, e non ci stanchiamo di ripeterlo, che le microcar sono quadricicli leggeri. Appartengono alla stessa famiglia di scooter, motorini e della mitica Ape Piaggio. I confronti vanno fatti all’interno di categorie omogenee, altrimenti si scrivono falsità. La minicar è meno robusta di un Hummer, questo è indubbio, come un Hummer è meno robusto di un Panzer Tiger. Allo stesso modo potremmo criticare le minicar perché non volano veloci come un elicottero.
Rimanendo all’interno della stessa famiglia è evidente come una minicar sia più sicura di un veicolo a 2 ruote. L’abitacolo protegge il passeggero molto meglio di un casco (tanto più che in giro ci sono migliaia di caschi non omologati, di provenienza asiatica, venduti nei centri commerciali a prezzi ridicoli o magari etichettandoli come caschi per la bicicletta). Il sistema frenante, su 4 ruote, con pneumatici di prima scelta, garantisce performance certamente migliori.

EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA STRADALE
La quasi totalità degli incidenti più gravi verificatisi a Roma è da imputarsi ad una cattiva educazione alla sicurezza stradale. I ragazzi, specialmente i più giovani, dovrebbero prepararsi meglio prima di guidare una minicar, e i costruttori non solo sono d’accordo, ma hanno offerto la loro piena disponibilità per organizzare corsi di guida sicura.
Il problema principale, però, riguarda la scarsità di controlli sulle strade. Molti minorenni sia sulle minicar che su motorini e scooter, trasportano passeggeri pur essendo vietato, guidano ubriachi o sotto effetto di droghe, ed è ancora radicata la pessima abitudine di truccare il proprio mezzo per aumentarne le prestazioni in violazione della legge.

MINICAR SICURE: IL BOLLINO BLU
I costruttori di minicar hanno cercato di coinvolgere il Comune di Roma proponendo la firma di un protocollo che preveda corsi di guida sicura organizzati da Confindustria Ancma e la creazione di un Bollino Blu che certifichi le officine che rispettano la legge e non truccano i veicoli. A questa iniziativa hanno aderito, oltre a Confindustria e a tutti i costruttori, i concessionari delle reti vendita ufficiali, Confartigianato e AdConsum (a tutela dei consumatori). Manca solo la firma del Comune di Roma, che ha la pratica in esame da almeno 5 mesi e non si capisce cosa stia aspettando.

All’inizio di questo articolo ci domandavamo: a chi giova tutto questo clamore intorno alle minicar? A chi danno fastidio le minicar? Perché i politici spendono tante parole e poi non fanno nulla (vedi la lentezza del Comune di Roma nel siglare il protocollo sulla sicurezza delle minicar)? Non lo sappiamo. Possiamo solo immaginare che, qualora le minicar sparissero dalla scena, nelle città in cui sono ampiamente diffuse verrebbero sostituite dalle più piccole tra city car…

In ogni caso è evidente come questa guerra stia danneggiando i costruttori europei e italiani di quadricicli, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro.

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Bollino blu “Minicar Sicure”. Si attende solo la firma del Comune di Roma

Il Bollino Blu che certifica le Minicar SIcure
Il Bollino Blu che certifica le Minicar SIcure

Un protocollo di sicurezza che coinvolge Confindustria, Confartigianato, AdConsum e tutta la rete vendita ufficiale è sul tavolo del Comune di Roma da 5 mesi. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Nella capitale, infatti, le micro vetture sono diventate un oggetto di culto tra i giovanissimi che possono circolare nel traffico caotico della metropoli più agevolmente, protetti da un abitacolo.
Si sa che i giovani, sia che si parli di scooter e ciclomotori, sia che si parli di microcar, spesso sono poco preparati sulle norme del codice della strada, e molti cercano di truccare il proprio mezzo per aumentarne le prestazioni, in barba alla legge.
Confindustria ANCMA, che raggruppa i principali costruttori europei di minicar e componenti (come Aixam, Casalini, Chatenet, Ligier, Microcar e Lombardini), ha proposto al Comune di Roma, con la collaborazione della rete vendita ufficiale, delle migliori officine, di Confartigianato e dell’associazione consumatori AdConsum, un protocollo per garantire la sicurezza del parco circolante. Contrastando la pratica di truccare i veicoli, effettuando controlli periodici, coinvolgendo i giovani in corsi di guida sicura e favorendo la diffusione di una corretta educazione alla sicurezza stradale, i costruttori sperano di poter contribuire a superare questo problema squisitamente romano.
Si attende solo la firma del comune di Roma che, da 5 mesi, continua a rimandare.

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Da marzo, prova pratica obbligatoria. Ora risolviamo il problema del peso

Da marzo, prova pratica obbligatoria
Da marzo, prova pratica obbligatoria

Per migliorare ulteriormente le cose si attende una riflessione, a livello europeo, sulla normativa che vieta ai costruttori di progettare minicar più pesanti di 350 kg. E’ questo divieto, infatti, che costringe i progettisti a studiare materiali leggeri.

Torniamo a parlare di microcar e sicurezza, dopo l’incidente a Roma nei giorni scorsi, ascoltando l’opinione di alcuni protagonisti. “Le infrazioni al codice della strada – ha spiegato Stefano Casalini, presidente di Confindustria ANCMA – sono le vere cause e le regole vengono violate, purtroppo, su qualsiasi mezzo. Resta bizzarro e pone degli interrogativi il fatto che negli ultimi mesi a far scalpore siano solo gli incidenti che vedono coinvolte le minicar di contro alle migliaia di altri scontri avvenuti con altri mezzi e che hanno causato morti e feriti.”
Il problema, secondo molti esperti, è quasi esclusivamente romano. L’indice di incidentalità nella Capitale è del 14.5%, quasi il doppio dell’8% nazionale.
Per fronteggiare il problema i costruttori hanno proposto al Comune un’iniziativa per la sicurezza: un bollino blu che certifichi in quali officine vengono seguite le regole (e non vengono truccati i motori), corsi di guida sicura per i più giovani, incontri e seminari. Ma il protocollo attende da 5 mesi la firma del Comune di Roma, che cincischia. “Confindustria Ancma ha preparato gia’ da 5 mesi un protocollo di sicurezza per le minicar ma, purtroppo, il Comune della Citta’ ha sempre rinviato la firma e la sua attuazione”.
Intanto da marzo sarà obbligatoria la prova pratica per i giovani che si metteranno alla guida di minicar.
Per migliorare ulteriormente le cose si attende una riflessione, a livello europeo, sulla normativa che vieta ai costruttori di progettare minicar più pesanti di 350 kg. E’ questo divieto, infatti, che costringe i progettisti a studiare materiali leggeri.

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Minicar e sicurezza a Roma. Da 5 mesi è pronto il Bollino Blu per la sicurezza, ma il Comune tarda a firmare

Il Bollino Blu per la sicurezza delle Minicar a Roma
Il Bollino Blu per la sicurezza delle Minicar a Roma

Parte della stampa si scaglia contro i costruttori di quadricicli leggeri, incolpevoli. Intanto a Roma sono scarsissimi i controlli sulle strade e da 5 mesi è pronto ”il Bollino Blu” sulla sicurezza proposto da Confindustria e condiviso dalle associazioni di categoria, che il Comune di Roma non si decide a firmare. Perché?

Non se ne può più di leggere che le minicar non sono sicure. E’ una baggianata. Sono molto più sicure di moto e scooter, soprattutto se si pensa che scooter cinesi e caschi con finti bolline CE vengono venduti in molti centri commerciali, come documentato anche da Striscia la Notizia.
Il problema è quasi esclusivamente romano. Nella capitale, infatti, le minicar si sono diffuse tra i giovani i quali – spesso – non conoscono a fondo il codice della strada. In un servizio de “Le Iene” abbiamo avuto modo di constatare come i giovani conoscano poco la segnaletica e le regole della circolazione.
Solo quelli a bordo di minicar? Ovviamente no, il problema è diffusissimo e se si considera quanti ciclomotori, moto, scooter e bici sfrecciano per le strade della capitale si fa presto a fare 2+2.
In questo scenario l’atteggiamento del Comune di Roma risulta incomprensibile. Da 5 mesi, infatti, Confindustria ANCMA (l’associazione che raggruppa i costruttori di minicar), coinvolgendo i concessionari e le officine autorizzate, ha ideato un “Bollino Blu” per contrassegnare gli operatori che operano nel rispetto delle norme, garantendo la sicurezza del parco circolante. Il Comune di Roma, uno dei soggetti che hanno ispirato l’accordo, continua a rimandare la firma.

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Confindustria ANCMA diffonde i dati relativi all’incidentalità

ANCMA. Dimezzato il numero di vittime sulle Minicar
ANCMA. Dimezzato il numero di vittime sulle Minicar

L’ISTAT di recente ha reso noti i dati sull’incidentalità riferiti all’anno 2009. Di seguito vengono esposte alcune statistiche relative al settore dei quadricicli (minicar), che, nel corso degli ultimi mesi è stato al centro di violente polemiche sul tema della sicurezza stradale, a seguito di due incidenti mortali verificatisi a Roma durante lo scorso mese di aprile.
Riteniamo utile, al fine di offrire una rappresentazione più equilibrata del problema, evidenziare alcuni dati che descrivono il peso delle minicar nel quadro generale dell’incidentalità stradale in Italia.
Nel corso del 2009 si sono verificati 709 incidenti, con il coinvolgimento di almeno un quadriciclo, che hanno provocato 667 feriti e 10 morti.
Se è vero che si assiste ad un leggero aumento del numero degli incidenti (+7,9%) e dei feriti (+9,3%), il dato più rilevante appare il sostanziale dimezzamento delle vittime (-44%), che passano dalle 18 unità del 2008 alle 10 del 2009. Si tratta evidentemente del trend più virtuoso tra i veicoli circolanti su strada, soprattutto se confrontato all’andamento della mortalità generale, che nel 2009 ha fatto registrare un valore di -10,3% rispetto all’anno precedente.

Significativa anche la distribuzione delle vittime rispetto alle classi d’età.
statistiche

Dalla tabella sopra riportata si evidenzia che la mortalità tra i minorenni è marginale: una sola vittima trasportata.
L’indice di mortalità (morti/veicoli X 100) evidenzia che le minicar si collocano a metà strada tra le principali categorie veicolari:
statistiche

Infine, è opportuno osservare che le minicar contribuiscono in misura marginale alla mortalità sulle strade italiane, con una incidenza dello 0,32% sul totale degli incidenti, rappresentando lo 0,23% di tutte le vittime e lo 0,21% di tutti i feriti.

“Da un’analisi dei dati ufficiali forniti dall’ISTAT” – commenta Stefano Casalini, Presidente del Gruppo Quadricicli di Confindustria ANCMA – si evidenzia che le minicar hanno un ruolo marginale nel tragico bilancio di fine anno dell’incidentalità stradale, consentendo di fatto di smentire alcuni luoghi comuni diffusi dai media nel corso degli ultimi mesi, come, ad esempio, la supposta pericolosità di questi veicoli per i minorenni, che non a caso registrano una sola vittima. Occorre infatti ricordare che l’utenza media dei quadricicli è composta da conducenti senior: il 54% degli utenti ha più di 45 anni. Un dato significativo per concludere: nel 2009 sui mezzi pubblici – che siamo abituati a pensare sicuri per definizione – sono morte 24 persone, più del doppio rispetto alle vittime riferibili alle minicar. Qualcuno se n’è accorto?”.

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