Casalini M14 con la modella Cristina Boboc

Casalini M14. La macchinetta italiana presentata a Roma con Cristina Boboc

Casalini è l’unica casa automobilistica italiana che produce minicar fin dall’inizio della sua storia. L’azienda è nata a Piacenza nel 1939, e vanta oltre 75 anni di storia. Oggi è presente sul mercato con il modello M14, che nei giorni scorsi è stato presentato a Roma dalla giovanissima modella Cristina Boboc, impegnata sul set di uno spot pubblicitario.

Le minicar CASALINI sono progettate e costruite in Italia, dove la passione per i motori coinvolge un intero popolo. La ricerca di uno stile unico, la cura maniacale di ogni particolare, il lavoro artigianale di tecnici ed operai specializzati, fanno di M14 l’icona stilistica del suo segmento. Il design CASALINI coniuga eleganza, spazio, lusso e carattere nella sua forma più pura.

Anche l’attuale M14 si ricollega con ogni dettaglio a questa tradizione. Il frontale inconfondibile, l’incisiva prospettiva laterale e la coda moderna costituiscono un insieme armonioso che emana pura esclusività.

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Ligier JS50 e Pioneer per un audio senza paragoni

Musica per le nostre orecchie. Ligier ha presentato un nuovo allestimento pensato per chi di musica non ne ha mai abbastanza. La nuova radio multimediale e l’impianto audio della Ligier JS50 sono stati pensati per il pubblico dei giovani piloti, sempre più attenti alla qualità del suono, ma anche per chi ama guidare con una colonna sonora a tutto volume.

Su tutta la nuova gamma 2015 di Ligier JS50 di serie l’autoradio Pioneer Multimediale con schermo da 7″ con bluetooth e telecamera posteriore. In abbinamento alla nuova radio si è rivisto anche l’impianto acustico che ora è molto più performante, grazie alla collaborazione di Pioneer, leader mondiale nel campo degli impianti HI-FI automotive.

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Nino Liboni, il campione di kitesurf, nuovo testimonial Aixam

E’ giovanissimo, ma ha talento da vendere. Nino Liboni vola sull’acqua con la sua vela, vincendo gare e sfidando i suoi coetanei di tutto il mondo. E il suo talento non è passato inosservato, tanto da spingere Aixam a sceglierlo come testimonial. Il kitesurfing è un moderno sport acquatico, nato come variante del surf; consiste nel farsi trainare da un aquilone (“kite” in inglese), che usa il vento come propulsore e che viene manovrato attraverso una “barra di controllo” (barra), collegata al kite da sottili cavi (quattro o cinque) di dyneema o spectra detti “linee”, lunghi tra i 22 e i 27 m. Il kitesurf si pratica con una tavola ai piedi con la quale si “plana” sull’acqua. A differenza, per esempio, del windsurf, il kitesurf si può praticare con venti ritenuti “deboli” permettendo trick, velocità ed accelerazioni. Si tratta di uno sport sempre più apprezzato dai giovanissimi. Proprio il target che Aixam sta coltivando in Francia e in Italia.

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Duè, la minicar-icona alla portata di tutti

Duè, la minicar-icona alla portata di tutti
Duè, la minicar-icona alla portata di tutti

Presentata a Siviglia lo scorso 11 ottobre, Microcar Duè torna a stupire con una campagna di finanziamento mai avvenuta prima d’ora nel segmento minicar. L’”icona”, come è stata ironicamente battezzata, a tutti gli effetti emblema di glamour e stile, è stata scelta dal gruppo Driveplanet per essere protagonista di un accordo con la finanziaria Agos Ducato, una collaborazione che coinvolgerà la Rete dei Concessionari Driveplanet per tutto il 2014. Scopo di questo accordo è quello di fornire un servizio finanziario rapido, semplice e sicuro, che permetta ad un target ampio di genitori di acquistare una minicar per i propri figli a partire dai 14 anni con la possibilità di restituirla dopo tre anni, ovvero quanto il teenager di casa ha raggiunto la maggiore età. L’operazione è rivolta all’acquisto di Duè Dynamic (listino 8890,00 euro) con anticipo di 1990,00 euro, 36 rate da 150 euro al mese (TAEG 6,43%): al termine dei tre anni è possibile saldare la maxirata finale oppure riconsegnare il veicolo alla concessionaria Driveplanet, secondo i parametri predisposti dal finanziamento stesso.

Icona di stile
Obiettivo dell’operazione è proprio facilitare l’acquisto della urban car, posizionando questo prodotto come un’alternativa intelligente e sicura negli spostamenti urbani quotidiani sia dei teenager sia dei genitori: Duè, oltre a rappresentare un’immagine nuova ed anticonformista rispetto agli stilemi tradizionali del segmento “quadricicli leggeri”, è un veicolo sicuro, pratico, dai costi gestionali minimi e funzionale tutto l’anno. Duè vuole essere icona di stile, riunendo forme e soluzioni d’immagine che non passano di certo inosservate, dal frontale arrotondato al portellone in cristallo fumè spiovente, dalle modanature alle bombature sulle fiancate fino ai copiosi dettagli retrò. Ogni elemento vuole fare della Duè una urban-car biposto a tutti gli effetti, adatta a tutti. Pratica, ultra chic, ecologica e sicura: Microcar ha concepito, progettato e realizzato Duè sviluppando una rigorosa mission per poter offrire alla propria clientela un prodotto confortevole ed affidabile che attinge dal mondo dell’industria automobilistica tradizionale e sportiva soluzioni tecnologiche di ultima generazione.

Spostamenti urbani eco-sicuri
Come tutti i modelli Microcar anche Duè si distingue per i numerosi plus in termini di sicurezza come la cellula di sicurezza in Alluminio ad alta resistenza (IXOtech brevetto esclusivo Driveplanet), cinture di sicurezza con ancoraggi a resistenza massima, il telaio motore a deformazione progressiva, capace di deformarsi assorbendo l’urto in caso di collisione, le barre antintrusione sulle portiere con pannello porta rinforzato. Inoltre Duè ha superato brillantemente la prova di crash-test a 45km/h con manichino strumentato (UTAC), vanta 4 freni a disco sovradimensionati per assicurare una frenata modulabile ad alta resistenza e monta il motore Lombardini Progress (esclusiva Driveplanet), in classe di inquinamento categoria A , riservata ai motori con bassissimo impatto ambientale. Pulito, sicuro e dai consumi contenuti 3,57 litri di gasolio ogni 100 km a conferma dei costi di gestione veramente bassi (bollo del ciclomotore)! Infine, ogni veicolo è riciclabile quasi al 100%, grazie all’utilizzo di materiali “nobili” quali l’alluminio e l’ABS confermando la sua vocazione “eco”.

Bella, elegante, scattante, narcisista: la minicar alla portata di tutti è una missione possibile.

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Takeoka

Dal Giappone arte e tecnologia. Le eco-minicar Takeoka fatte a mano

Giappone: le eco-minicars fatte a mano
Giappone: le eco-minicars fatte a mano

L’ idea questa volta è tutta giapponese, firmata Takeoka. Sviluppato negli anni ’90, il progetto mira a contenere le emissioni di cO2 nell’ambiente utilizzando auto elettriche come principale mezzo di spostamento in città.
Con una piccola azienda di soli 10 operai che come artigiani confezionano un numero limitato di auto, 6 (da due a quattro posti), tutto questo sembra possibile. Si tratta di modificare la concezione; non più solo auto per persone con difficoltà motorie e anziani, ma auto per tutti. Auto per l’ambiente. L’ultimo modello della casa Takeoka, “Ambiente T-10″, costa circa 6.500 euro e può percorrere 70 km a una velocità massima di 60 km/h, quanto basta per svolgere tutte le commissioni giornaliere. Al termine dell’utilizzo, la batteria si ricarica con una normale presa di corrente.

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sucola

Tutti pazzi per le minicar. Un fenomeno non solo italiano e francese

Minicar: è boom in Italia
Minicar: è boom in Italia

L’Italia è pazza per le minicar. Sono 80.000 i veicoli messi in circolazione ogni anno (per un fatturato di circa 80 milioni escluso l’indotto) e 8.000 sono ogni anno quelli immessi sul mercato. Un settore certamente in espansione. I motivi sono molteplici: pensiamo ad esempio alle emissioni di cO2, causa principale del temutissimo effetto serra. Nei quadricicli elettrici, i livelli di cO2 liberati nell’ambiente sono ben al di sotto di quelli sprigionati dalle comuni auto in circolazione e rispettano ampiamente i limiti imposti dalla legislazione europea.
Altro punto di forza della auto elettriche sta sicuramente nelle dimensioni ridotte (ben il 60% in meno delle normali autovetture), minor ingombro, minor congestionamento stradale, minori tempi di percorrenza. Con la minicar si va ovunque e in tempi brevi, senza inquinare l’ambiente. Certo, costa più di una citycar, ma da la possibilità a persone anziane o con problemi di handicap di rendersi indipendenti in tutta sicurezza. Per questo motivo le case produttrici hanno chiesto che vengano estesi anche a questa categoria di auto i benefici fiscali finora riservati ai guidatori disabili di auto comuni.

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La prima minicar ibrida è la britannica Electrolette prodotta nel 1941

Electrolette
Electrolette

L’Electrolette, nata negli stabilimenti inglesi della British Electromobil nel 1941, è stata senza dubbio l’antesignana di tutte le vetture ibride mai prodotte. Era munita di due motori, uno a scoppio di origine motociclistica, un due tempi, quattro marce avanti, Villiers 175 cc e un motorino elettrico. A differenza delle odierne ibride però, i motori non lavoravano insieme; il motore a scoppio aveva solo le marce avanti mentre quello elettrico si occupava della retromarcia ed aveva solo una marcia in avanti con un’autonomia di 50 km e per una velocità massima di 35 km/h. Fa parte della categoria “Bubblecar”, le micro-automobili progettate e prodotte negli anni a cavallo tra la seconda guerra mondiale e gli anni ’50. Il piccolo elettrico serviva per ridurre i consumi di benzina in un periodo in cui la guerra faceva scarseggiare gli approvvigionamenti.

A ricordare le tendenze moderne, portate alla ribalta anche a Ginevra, ci sono anche le ridotte dimensioni (260 cm) e la riduzione del peso, con una carrozzeria in alluminio di soli 115 kg. I freni non sono a disco perchè per il ridotto peso e la bassa velocità raggiunta dalla Electrolette erano sufficienti quattro freni meccanici sulle ruote.

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Cina. Shandong diventa l’incubatore di auto elettriche

Cina. Shandong diventa l'incubatore di auto elettriche
Cina. Shandong diventa l'incubatore di auto elettriche

Le minicars elettriche, dette anche low speed, approdano nella provincia cinese di Shandong. Proprio qui è stata approvata la sperimentazione di questi nuovi gioielli tecnologici che consentiranno al mercato cinese di espandersi verso nuovi orizzonti ecosostenibili.
I maggiori fruitori delle auto elettriche sembrano essere persone anziane e disabili che, nonostante i problemi, vogliono mantenere la loro indipendenza. In più le nuove minicars hanno bassi consumi, non inquinano e possono essere guidate da chiunque, anche senza patente.
I dati attestano una situazione di crescita se si pensa che nella sola provincia dello Shandong, nell’anno 2012, i veicoli elettrici prodotti sono stati più di 128.000 per un aumento pari al 68.8%. Inoltre, sempre nell’anno 2012, venti case automobilistiche della provincia cinese hanno prodotto circa 1000 autobus elettrici di cui 980 sono stati venduti.
Per lanciare nel mercato il settore, la provincia di Shandong spera in contributo finanziario da parte degli enti governativi; questo aiuto gioverebbe anche alle numerose aziende automobilistiche come la Shi Feng Electric Cars, che delle auto elettriche ha fatto il proprio cavallo di battaglia.

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Zagato Zele. Una minicar del 1973 prodotta in 500 esemplari

Zagato Zele
Zagato Zele

La Zagato Zele è la mamma di tutte le microcar moderne. Fu realizzata subito dopo la crisi energetica del 1973 in circa 500 esemplari.
Zagato deliberò il progetto gettandosi a copofitto in un’avventura incerta, vista la totale mancanza di esperienza nel settore. Venne lanciata in tre versioni (1000, 1500 e 2000), ciascuna munita di specifiche batterie. La Zele è infatti elettrica. Può percorrere tra i 70 e i 100 km con un “pieno di energia” e ha un motore di 4.8 CV. La velocità non supera i 40 km/h.
La sua caratteristica più interessante risiede sicuramente nelle dimensioni, molto contenute: misura 2.13 m di lunghezza e pesa meno di 500 kg. Ha un passo lungo 1.295 mm, è larga 1.346 mm ed alta 1.613 mm. E’ stata disegnata per ottenere un abitacolo il più possibile ampio e spazioso mediante l’utilizzo di vetroresina. Ha due posti. Trazione posteriore e cambio semi-automatico, sei rapporti per la marcia avanti e due per la retromarcia, telaio e sospensioni marchiate FIAT. Monta pneumatici Michelin da 10 pollici.
La Zagato Zele sbarcò anche negli Stati Uniti, dove venne conosciuta come Zagato Elcar. L’importatore (Elcar) ne realizzò addirittura una variante a quattro posti, nota come Elcar Wagonette.

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Microcar e Ligier. La sicurezza parte per prima

Microcar e Ligier. La sicurezza parte per prima
Microcar e Ligier. La sicurezza parte per prima

Nelle gare di velocità, la prima cosa a cui pensiamo, non è la velocità, bensì la sicurezza. Ecco perchè, se volessimo fare una classifica, le nuove “Microcar Dué” e “Ligier JS50″ sarebbero pari al primo posto; grazie ad un insieme di dispositivi tecnici destinati a proteggere sia il conducente, che il passeggero. Oltre 40 anni di storia e ricerca, uniti all’esperienza maturata da Ligier in Formula 1, hanno permesso il raggiungimento di un livello di sicurezza paragonabile a quello di un automobile classica. Microcar Duè e Ligier JS 50 partono da una piattaforma comune e montano lo stesso telaio, l’unico testato secondo gli standard di crash-test automibilistici a 45 kmh. Per i giovani a partire da 14 anni la minicar non è solo una valida alternativa alle due ruote, ma è lo strumento perfetto per imparare a guidare in tutta sicurezza. La minicar è un veicolo adatto a tutte le età, che aggiunge alla praticità dei ciclomotori i vantaggi di un veicolo chiuso, più sicuro, in grado di trasportare merce, e di tenere al riparo conducente e passeggero dal maltempo. La mobilità è un diritto e, sia Ligier, sia Microcar, si impegnano ogni giorno per garantire a tutti di potersi muovere in assoluta sicurezza e in pieno comfort.

I crash-test forniti da Ligier risultano molto positivi in quanto si riscontra:

  • Buon assorbimento dell’urto grazie alla deformazione programmata della struttura del telaio anteriore
  • Nessun arretramento eccessivo della colonna dello sterzo, da comportare danni al torace
  • Nessuna intrusione di elementi offensivi all’interno dell’abitacolo
  • Le porte rimangono chiuse senza deformarsi dopo l’urto, evitando la fuoriuscita di arti o altre parti
  • Entrambe le portiere si aprono anche dopo l’urto, agevolando l’evacuazione del veicolo

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