Iso Isetta. Negli anni ’50 la BMW scommetteva sulle minicar

Minicar Iso Isetta. Negli anni 50 la BMW scommetteva sulle minicar
Minicar Iso Isetta. Negli anni 50 la BMW scommetteva sulle minicar

Per capire le origini della più popolare tra le microvetture del dopoguerra, la mitica Isetta, occorre fare un salto indietro nel tempo, e precisamente nell’anno 1939. Un imprenditore italiano, Renzo Rivolta, patron della ditta Iso di Bolzaneto (specializzata in impianti di refrigerazione ad uso industriale o privato) teneva chiuso nel cassetto il sogno di costruire automobili piccole ed economiche, che potessero essere davvero alla portata di tutti. Per arrivare al primo prototipo della Isetta, datato 1952, Rivolta reclutà due giovani con un significativo passato alle spalle in campo aeronautico: Ermenegildo Preti e Pierluigi Raggi. Grazie al contributo di queste menti vulcaniche il primo esempio di minicar fu presentato in anteprima alla stampa all’inizio del mese di aprile del 1953 e il 22 aprile dello stesso anno al Salone dell’Automobile di Torino.

Dalla Germania i vertici della BMW colsero la validità del progetto di Rivolta (che in Italia stentava a decollare) e acquistarono la licenza della Isetta, iniziando a produrla nei loro stabilimenti di Monaco di Baviera con il marchio BMW. Fu proprio questa minicar a dare inizio alla rinascita della casa automobilistica bavarese, bastonata dalle decisioni scaturite dopo la guerra dal patto di Versailles del 1919 (l’allora Regno di Baviera si trovò accorpato alla Repubblica di Weimar, alla quale venne proibita la costruzione di aerei, che costituivano il principale prodotto della BMW). L’interesse della BMW per i progetti italiani era dovuto, in parte, al fatto che un terzo del capitale sociale (12 milioni di marchi tedeschi) era di proprietà del consigliere commerciale, Camillo Castiglioni.

Un marchio storico come quello della “Bayerische Motoren Werke”, che rischiava di scomparire dopo la Prima Guerra Mondiale, iniziò la propria ascesa grazie ad un’idea geniale tutta italiana, che ancora oggi è un mito indimenticabile.